Pierre Martin: Madame Le Commissaire e la vendetta tardiva
Un giallo denso di valori positivi che accentuano la gravità del crimine
"Ma la cosa peggiore per quel vecchio macho, era che tanta impertinenza proveniva da una donna". Di frasi e concetti di questo genere, il piacevole libro di Pierre Martin (pseudonimo di un autore tedesco!) è pieno dall'inizio alla fine. Questo per dire che uno degli aspetti che percorrono tutta la trama di questa puntata del personaggio femminile che questo seguitissimo autore d'oltralpe ha collocato nel sud della Francia, è proprio la condanna della cultura patriarcale tipica delle zone "interne" anche dei grandi paesi europei. E a questo si affianca, inevitabilmente, la valorizzazione, verrebbe da dire la superiorità morale e culturale, delle donne sugli uomini. Forse sta anche in questo, il suo sano e puntuale elogio delle doti femminili, non privo naturalmente di una visione ironica sui difetti del sesso "debole", che hanno decretato un enorme successo alla serie su cui l'autore ha costruito il suo successo, come scrittore prima, come autore cinematografico in seguito. Peccato che da noi di questi autori si conosca solo quello che ci permettono alcune case autrici minori, che hanno il merito di tradurli e metterli sul nostro mercato. Naturalmente questo dell'apprezzamento del genere femminile non è l'unico merito di questo libro. C'è la forza, pur nella modestia apparente, del personaggiio femminile, Isabelle Bonnet, da tutti chiamata con l'appellativo di Madame le Commissaire, affiancata da un altro improbabile sous-commissaire Apollinaire, apparentemente goffo ed eccentrico, allampanato, sempre spettinato, col vizio di portare sempre calzini di colore diverso (il giallo e il rosso più frequentemente). Già qui, nell'intuizione di Isabelle di saper cogliere le notevoli doti professionali di un tipo che era stato relegato a topo di biblioteca (dove si annoiava a morte), per farne un validissimo collaboratore, emerge un'altra delle qualità di questa poliziotta che, per chi vorrà leggersi il divertente e intrigante romanzo, mostrerà, anche nelle circostanze più complesse e difficili, di quale stoffa è fatta. L'intuizione principale dell'autore è quella di aver preso una poliziotta in carriera, ai vertici della polizia impegnata contro i criminali più pericolosi, compreso il mondo delle mafie e del terrorismo, nella Parigi di questi ultimi decenni, e averla collocata nella provincia del sud francese, in un paesino dal nome stesso evocativo, Fragolin, dove vivone le persone "normali" e dove la vita scorre ad un ritmo ben diverso dalla capitale. Sia chiaro, Isabelle a Fragolin, dove è nata più di trenta anni prima, ci va di sua spontanea volontà per fuggire a vicende che ne hanno messo a rischio la vita e la serenità, per ritrovare se stessa e la normalità di ogni giorno. Se lo può permettere perchè il grande capo della polizia parigina non l'abbandona e costruisce per lei un commissariato apparentemente poco più che inutile, dedito ai crimini non risolti e accantonati nelle polveri degli archivi. L'autore è bravissimo nel descrive personaggi e modi di vivere di assoluta normalità nel paesino di Isabelle. Tuttavia, come è immaginabile, sta proprio qui la pensata geniale di questo strano autore tedesco: ridurre al minimo gli effetti negativi dell'ambiente, fino ad una serenità apparentemente inattaccabile, per esaltare le vicende drammatiche, soprattutto legate proprio alla cultura patriarcale, fino ad elementi di pedofilia, su cui Madame le Commissaire si troverà a incappare. Isabelle non si lascia ingannare dall'apparente normalità della gente del luogo, neppure da quelli che ogni domenica continuavano a frequenatre la messa "Anche i peccatori vanno in chiesa, altrimenti non avrebbero nulla da confessare", farà sapere a chi pensava di difendere qualcuno per la sua frequentazione parrocchiale. Ed è, questa frase, emblematica di un suo arguto modo di affrontare le vicende. Sempre a proposito della sana cultura della nostra poliziotta, appare di particolare valore la sua comprensione, lei chiaramente etero e ben intrigata con una storia di amore e di sesso con un personaggio del luogo, verso coloro che praticano l'omosessualità per natura o per scelta. Chi vorrà leggere questo bellissimo romanzo, che riporta il genere giallo ai suoi esordi francesi, ai romanzi di Maigret di Simenon, dove la trama gialla è spesso un modo per indagare i vizi e le contraddizioni della società del tempo, saprà da solo verificarne le qualità sia letterarie che sociali.
Renato Campinoti