Franck Thilliez: 1991 la prima indagine di Franck Sharko
"la messa a nudo del mondo in cui viviamo"
Per chi, come il sottoscritto, è convinto che il giallo e il noir possono rappresentare formidali strumenti di indagine della nostra società, questo ottimo libro di Thielliez ne è la dimostrazione concreta. Naturalmente a condizione che la scrittura sia basata, come in questo caso, su un rigoroso apparato di ricerca che non sconfini nell'artificioso e, soprattutto, sia sorretto da personaggi, anche nelle loro fragilità, di robusta tempra morale e culturale. Essendo questo il caso si può allora partire dalla lettura delle quasi cinquecento pagine, convinti che non ci saranno momenti di noia nè arzigogoli difficili da capire. La storia è quella del ritrovamento di un cadavere di donna particolarmente maltrattato che sembra essere quella che, alla luce del riconoscimneto dei genitori, non è. Si parte da qui, dal successivo ritrovamento del corpo della precedente donna per inoltrarci in una serie di vicende via via più impegnative che paiono il parto di qualcosa di malato, di una mentalità malata come quella dei pedofili, ma più complessa. Solo a questo punto ci si accorge che siamo nel 1991, quando ancora non c'era la diffusione dei cellulari, nè tanto meno dei collegamenti digitali. Tutto è tornato nel classico mondo dei poliziotti che devono trovare la cabina telefonica, che devono appostarsi ore e ore per seguire i sospettati e così via. Tutto perchè l'autore è andato all'origine del suo personaggio, il commissario della centrale della polizia parigina, quella del Quai des Orfèvres del mitico Maigret. Franck Sharko, il commissario, ancora ispettore in questo primo romanzo, che sarà presente, nella maturità, nei molti casi che percorrono i libri di questo prolifo scrittore francese, è ora alla sua prima indagine vera, nel gruppo dell'anticrimine parigino, dopo un paio d'anni di gavetta nella provincia. Impressionato dalla brutalità con cui il criminale ha agito sui primo cadaveri ritrovati, verrà messo in guardia da uno dei poliziotti più anziani, suo più occasionale collaboratore, Serge Amandier: "Quella che hai visto stasera lì dentro è la cruda verità, Sharko...la messa a nudo del mondo in cui viviamo. Queste cose esistono davvero, e noi siamo in prima linea". E che queste cose ed altre più gravi e impressionanti esistano davvero nellle parti più degradate e sordide della città parigina, l'autore non si farà scrupolo di farcelo notare, in particolare quando ci porta in posti come rue de la Goutte-d'Or, dove, nelle viucinanze, già Zola aveva ambientato i suoi romanzi, in particolare "Germinale". Una zona, come farà notare a Sharko Florence, la collega poliziotta, dove c'è ancora "Una miseria che più miseria non si può, amico mio: E' ancora qui dietro queste mura, viva e vegeta, persino un secolo dopo Zola...". Sarà qui che il nostro personaggio incontrerà i moderni miserabili, come quando inciampa in un digraziato rifugiato da quelle parti: "guardò quelle pupille dilatate sul nulla, le labbra screpolatissime, i denti neri: un faccia a faccia con la morte. Chi si sarebbe occupato di lui? Avrebbero anche solo rimosso il suo cadavere da lì?" L'autore insomma non risparmia niente della miseria umana, così come non si fa scrupolo di avvertire, sempre tramite il poliziotto più anziano, il giovane Sharko: "Questo schifo diventerà il tuo pane quotidiano, un peso che ti porterai dietro ovunque..." Questo rapporto tra l'anziano poliziotto, a suo modo devastato dalle troppe vicende incontrate nella sua lunga esperienza al Quai des Orfèvres, e il novellino Shark, come iniziaranno a chiamarlo i colleghi, sarà anch'esso una piccola storia nella storia più grande che lascio, ovviamente, al lettore conoscere e interpretare. Dico solo che quando il giovane chiederà consiglio sul comportamento da tenere alla collega Florence, questa, senza entrare nel merito, gli da una risposta che è, di per sè, una pezzo della filosovia di tutto il lungo racconto che ci lasciaThilliez: "Per quanto mi riguarda, comunque, ho sempre preferito le persone che vivono secondo le regole piuttosto che secondo le leggi...". Altra storia nella storia è il rapporto tra Sharko e la fidanzata, Suzanne, che, pur agli inzi, fa già intravedere tutte le difficoltà di un rapporto tra una dnna innamorata e un poliziotto convinto della sua missione. Mi pare degno di nota che l'autore non si mascheri dietro ai cosiddetti emigranti clandestini quando va all'origine dei mali di cui vuol parlarci, ma ci fa incontrare sempre persone nate e cresciute nella grande Francia. Resta da dire che il fil rouge di tutto questo robusto romanzo è rappresentato dal tema dei danni che atteggiamenti profondamenti sbagliati, al limite della pedofilia, possono infliggere nei giovani, nei bambini ancora di più. Tema, questo dell'attenzione ai minori, quanto mai di attualità in un mondo che non pone più l'attenzione ai bambini neppure nelle drammatiche situazioni sia di sbarchi di emigranti che fuggono da guerre e da fame, così come, purtroppo, all'interno di conflitti, non più, come un tempo, rivolti esclusivamente agli eserciti in lotta, ma ormai dichiaratamente con la mira sui civili, sui bambini inevitabilmente.
Renato Campinoti
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