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21 agosto 2026

Salvo Toscano: L"ultimo presagio (Newton Compton)

 

SalvoToscano; L’ultimo presagio (Newton Compton)


Dico subito che considero molto azzeccata l’idea di far “indagare” due fratelli, Fabrizio e Roberto Corsaro, giornalista di nera l’uno, avvocato il secondo, i quali, dividendosi equamente lo spazio del romanzo, vengono lentamente a capo delle vicende narrate. Che sono poi quelle di una badante polacca uccisa con violenza e di due vecchiette trovate morte in casa, dove vivevano da sole. L’inizio del racconto è particolarmente efficace con la prima vecchietta che si reca dal fratello avvocato con una domanda particolarmente curiosa: “se mio figlio mi uccide, può poi riscuotere l’eredità?” . La domanda si rivelerà ancora più curiosa per Roberto quando viene a sapere che il figlio unico della signora Caruso, come aveva detto di chiamarsi, era morto da oltre vent’anni. Non essendo i due fratelli ne’ magistrati, né poliziotti, le loro “indagini” scorrono molto lentamente, permettendo così ai due fratelli di mettere spesso in primo piano le vicende personali. L’uno, Fabrizio, molto legato alla vita del giornale e, soprattutto, ad una vicenda personale con alle spalle molti rapporti femminili, nessuno dei quali andato a buon fine, portandolo a prendersi cura di un ragazzino rimasto senza famiglia. Di qui molte riflessioni sulla qualità della vita e delle scelte cui siamo chiamati comunque a fare. Diversa la situazione di Roberto, felicemente sposato con Monica, con due figli, un ragazzino da controllare e una adolescente in fase critica. In questo quadro il romanzo si fa apprezzare per le divagazioni personali che scaturiscono dalle esperienze dei fratelli e dei relativi rapporti, interessanti almeno altrettanto rispetto alla trama incentrata sulle morti sia della bella badante polacca che delle due vecchiette. “Nessuno sembrava essersi insospettito per quelle morti. Perché in fondo nessuno si insospettisce se una persona avanti negli anni si sente male e lascia questo mondo”. Ma i due fratelli di sospetti ne hanno più d’uno e, intrecciando anche le iniziative investigative della polizia, favoriranno un esito che ci parla ancora una volta degli egoismi di questo mondo, spesso all’interno delle stesse famiglie. Un libro davvero piacevole, un autore che, senza nascondersi i mali peggiori della Sicilia, ci fa scoprire una Palermo dai molti volti, dove, come da per tutto, accanto a zone di ricchezza, vivono molti quartieri di degrado e miseria. Al lettore scoprire dove si annida il male peggiore.

Renato Campinoti

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