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30 agosto 2026

Frank Thilliez: Lutto di miele (Fazi)



Thilliez: Lutto di miele (Fazi editore)


Ancora una volta il commissario Franck Sharko si addentra in un'indagine di particolare difficoltà e drammaticità. Questa volta il commissario ha già subito dalla vita il peggiore dei torti: l'uccisione delle amate moglie Suzanne e figlioletta Eloise in un brutto incidente stradale, ad opera di un'auto lanciata a folle velocità. Da tale episodio Sharko rimarrà segnato profondamente, fino a subire una vera e propria schizofrenia mentale. Il che non gli impedirà di tuffarsi anima e corpo alla ricerca di un folle che non si limita ad uccidere ma infligge torture simboliche alle proprie vittime. Al centro di tutto zanzare della malaria, ragni di particolare velenosita', fino all'uso di api, di miele, di propoli finalizzati a torture di particolare efficacia. L'indagine, in cui sarà supportato dalla ispettrice Del Piero, titolare formale del lavoro di ricerca, lo porterà ad inseguire una sorta di caccia al tesoro, nella vana speranza di interrompere la serie di omocidi del folle assassino. Ancora una volta il nostro Commissario dovrà calarsi  nelle viscere di Parigi. "La morte regnava incontrastata al di sotto di Parigi, lungo quasi duemilacinquecento chilometri di sotterranei abominevoli. Lontano, molto lontano dallo sfavillio degli Champs Elyse'es". Thilliez sembra evocare, aggiornate, le atmosfere del sottosuolo parigino dei grandi scrittori francesi dell'800, in una sorta di continuità fra "sfavillio" e "disperazione" entrambi, come allora, presenti nelle moderne metropoli. L'inseguimento del misterioso e folle assassino porterà Sharko a contatto con una simbologia evocativa addirittura dei peccati capitali e degli scenari dell'Apocalisse. Il tutto, si intuisce, per una tardiva vendetta che spinge Franck fin nel cuore delle Alpi. Da aggiungere che, in parallelo all'indagine ufficiale, risulta di particolare intensità letteraria quella che siamo chiamati a seguire sui sentimenti e sulla mente di Sharko, in continua dialettica con i propri drammi interiori. Alla fine ci resta, insieme al gusto di  una ottima ed efficace scrittura, una accresciuta consapevolezza del male che l'uomo può onfliggere ai propri simili, spingendoli fino a forme di folle e lucida vendetta, e della difficoltà di interromperne la riproduzione. "Ne fermavi uno, ne arrivavano altri dieci, generati dall'inesauribile linfa del male", come si trova alla fine a riflettere Sharko. E insieme ci resta l'invito a non trascurare i messaggi di malessere che la vita ci consegna quotidianamente per trsformarli in azioni positive verso i nostri simili.


Renato Campinoti 

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