Quando solitudine e dolore diventano insopportabili
È la prima volta che leggo un libro di questo giallista affermato sia in Italia che all'estero. Devo dire che si sente la mano di uno scrittore di rango, sia per il ritmo della scrittura che per la trama.
Particolarmente affascinante la figura del protagonista, Marzio Montecristo, di Cagliari, costretto ad arrendersi alla sorte quando, da insegnante, viene a conoscenza di un terribile caso di violenze familiari da parte del padre di un suo alunno e non sa trattenersi dall'infliggere una dura lezione di pugni e schiaffi al personaggio negativo.
Licenziato in tronco dall'attività di cui era orgoglioso, particolarmente dotato di una rara sensibilità verso i giovanissimi, da loro ricambiato, si mette a fare il libraio con un impegno finanziario particolarmente oneroso.
Simpatica la denominazione che finirà per assumere la libreria, dei gatti neri appunto, per l'arrivo di due felini di pelo scuro che decidono di insediarsi all'interno dei locali del negozio di libri, che verranno chiamati Miss Marple, la gatta, e Poirot il maschio.
Sempre irascibile e pronto a litigare con ogni cliente che arriva con domande poco pertinenti, il nostro verrà aiutato a uscire dai guai da Patricia, una collaboratrice di origini eritree, molto giovane e molto paziente, che si incarica di sostituirlo con i clienti ogni volta che si renda necessario. Ma la parte più interessante del racconto è rappresentata dal gruppo di lettura che, a seguito della decadenza della vecchia animatrice, colpita dal morbo di Parkinson, si viene a ricostituire in forma di gruppo di indagine, parallela a quella giudiziaria e che finirà per aiutare la stessa polizia incaricata di indagare su alcuni brutali assassini.
A proposito del quale, si tratta di qualcuno che, entrato nelle abitazioni delle vittime, le mette di fronte a scelte drammatiche, lasciando loro un solo minuto (il tempo del giro di clessidra) e finisce sempre per fare morti col suo passaggio.
Interessante è il rapporto tra la poliziotta incaricata delle indagini, Angela Dimase, e il nostro libraio, da cui si dipanerà una parte importante delle intuizioni che porteranno alla soluzione della gravissima vicenda. Senza, ovviamente, spoilerare niente dei risultati cui perverranno i nostri, resta da dire che, ancora una volta, vengono in primo piano i temi della solitudine e dei dolori familiari, purtroppo diffusi ampiamente nella società contemporanea. Anche per questo è un libro, ben scritto, che merita di essere letto.
Renato Campinoti
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