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21 giugno 2026

Isaac Asimov: Io, robot (mondadori)



 Isaac Asimov: Io, robot

L'attualità di un conflitto tra l'uomo e le nuove tecnologie

Consiglio a tutti, immersi nel dibattito sul senso e i rischi dell'AI, di andare a rileggersi questo iconico libro di un grande come Asimov, capace già nel 1950, quando fu pubblicato, di intravedere lo scenario che si sarebbe potuto aprire quando la tecologia andava a impattare con le facoltà umane. Nel libro, come è noto, sono presi in considerazione, lungo i 9 racconti che lo compongono (legati strettamente l'uno a l'altro), gli sviluppi tecnologici in quel periodo affidati alla evoluzione della robotica che, oltre ad essere applicata, come avvenne, ai processi produttivi in gran parte collegati allo straordinario sviluppo della industria automobilistica, si poteva immaginare potesse avere anche una evoluzione di carattere intellettivo. Non a caso, al centro dei racconti del grande scrittore russo, c'è la scoperta dei robot "positronici", così chiamati senza un'ulteriore specificazione, per dire dell'evoluzione cerebrale delle macchine e della loro evoluzione in senso "umano". Proprio per evitare che i robot possano diventare dei veri e propri concorrenti pericolosi per l'uomo, nella programmazione dei loro "cervelli" vengono inserite le "Tre leggi fondamentali della robotica": 1. Un robot non può arrecare danno a un essere umano o, mancando di agire, lasciare che un essere umano subisca un danno. 2. Un robot deve obbedire agli ordini che riceve da un essere umano, se ciò non è in conflitto con la Prima Legge. 3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, se ciò non è in conflitto con la Prima e la Seconda Legge. Già l'invenzione di queste "leggi" qualificano la genialità intorno a cui Asimov fa sviluppare i suoi racconti, via via più impegnativi per la salvaguardia della sicurezza umana in confronto all'evoluzione delle macchine. Avviene così che, racconto dopo racconto, tale sicurezza umana è messa alla prova proprio dall'uomo stesso se e in quanto, in qualità di costruttore dei robot, non sia lui stesso a compiere l'errore (ammesso che sia tale e non volontario) che può portare i robot a infrangere senza conseguenze una delle tre Leggi Fondamentali, rischiando di ribaltare la gerarchia tra l'uomo e la macchina. Come non avvertire qui l'eco del dibattito attuale, accesosi sull'uso della stessa AI, al cui proposito perfino il Papa ha sentito il bisogno di mettere in guardia l'umanità, addirittura individuando in tale evoluzione della tecnologia da parte dell'uomo, un nuovo capitolo, non meno impegnativo e drammatico, di quello che il suo predecessore, in termini nominativi Leone XIII, individuò nello sviluppo del capitalismo industriale e nella formazione della classe operaia nella sua enciclica "Rerum Novarum". Se si pone mente  alle drammache vicende di guerra aperte in questo momento nel mondo e alle ragioni legate,oltre che ai conflitti religiosi, al controllo delle materie prime necessarie allo sviluppo delle nuove tecnologie, si può apprezzare quello che Asimov, in questo davvero profetico libro, fa dire ad uno dei più saggi dei suoi personaggi: "Ogni epoca dello sviluppo umano...ha visto un tipo particolare di conflitto, un genere specifico di problema che sembrava ammettere come unica soluzione la violenza. E, ogni volta, con somma frustrazione di tutti, la violenza non si è dimostrata in grado di risolverlo definitivamente, e il problema si è perpetutato lungo tutta una sequela di conflitti". In conclusione, insomma, dal grande scrittore che trovò nell'America, in quel periodo nuovo leader del mondo, la sua nuova Patria, viene ancora oggi, quando sullo scenario mondiale si affacciano nuove potenze globali, un monito a guardare con attenzione se non con diffidenza a ciò che si cela dietro un indubitabile sviluppo della scienza, sempre a rischio tuttavia di essere asservito da coloro, come sembra stia avvenendo, in grado di impossessarsene per fini non collettivi ma personali.

Renato Campinoti

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