A questo riguardo, mi permetto di valutare, da parte dello stesso GSF, una possibile presentazione collettiva, magari in forma di spettacolo, delle tante opere dedicate, in questa collana, agli stranieri, agli "inglesi", come hanno a loro tempo semplificato i fiorentini. Ne potrebbe venir fuori che, alla fine, il vero personaggio che emerge da un tale lavoro, è proprio lei, la nostra città con la sua ineguagliabile storia culturale e civile: chi altri ha visto nascere tanta pittura, scultura, prosa e poesia che ha dato vita al Rinascimento? Chi altri ha visto sovrani sentire la necessità di seguire l'illuminismo fino all'abolizione della pena di morte?
Anche in occasione della rivisitazione che Caterina fa della presenza di Dumas in città, al centro della ricerca dei momenti di interesse reale del più prolifico scrittore della storia della letteratura, quello che emerge è il suo assoluto interesse per la storia delle casate fiorentine e delle loro vicende, a cominciare, naturalmente dai Medici. "Ritroviamo tante tracce nei suoi romanzi, quelli più famosi, che ha scritto non casualmente appena tornato dal terzo viaggio a Firenze".
Ogni capitolo del libro che Caterina Perrone dedica alle visite di Dumas alla nostra città vede intrecciarsi le esperienze che il grande scrittore francese compie direttamente a Firenze con lo sviluppo di racconti e romanzi ambientati da noi. La Regina di Francia che emerge prepotente nella sua Margot non l'ha inventata ma l'ha ricostruita, anche se a tinte assai fosche secondo la reputazione che Caterina de Medici ha avuto per secoli nel suo regno. E più avanti, nelle sue conclusioni, la Perrone ci fa notare come l'ha potuto fare per aver studiato e rappresentato a fondo i Medici.
Particolarmente emblematico delle atmosfere, anche ambientali, che Dumas vive in città (perfino il "chiaro di luna" che gli fa immaginare immenso il grande Duomo e il Campanile della città!) è l'opera breve che dedica alla vicenda di Lorenzino e di suo cugino il conte Alessandro: "Una notte a Firenze sotto Alessandro dei Medici".
Ma l'interesse di Dumas per la nostra città lo vede impegnato a realizzare un'opera grandiosa (com'era nel suo stile) per la quale utilizza tutti le esperienze e gli appunti che nelle visite ai musei, alle biblioteche e, soprattutto al Gabinetto Viesseux, compie nelle sue instancabili giornate piene di feste ma anche di studi e di letture. Si tratta de "La Galérie de Florance", un'opera grandiosa, appunto, in ben sette volumi, che ripercorre tutte le tappe e tutti i maggiori personaggi e le più significative vicende della città di Firenze, comprese le culture che l'hanno preceduta nell'antichità, dal Medioevo ai suoi giorni. La segnalo volenitieri, così come fa la Perrone dettagliandone i contenuti fondamentali di tutti e sette i volumi, perchè "é anche la meno conosciuta" ma che "per dimensioni, intensità e valore culturale, supera forse le altre".
Si tratta sicuramente per molti, a cominciare dal sottoscritto, di una vera e propria scoperta che questo utilissimo libro di Caterina ci permette di fare, comprendendo meglio così anche la concezione "popolare" della scrittura di Dumas, lui figlio della Rivoluzione francese, che, come nota la storica Laetitia Levantis riportata da Caterina Perrone: "...la sua concezione della storia in generale, che considera un soggetto 'popolare' e utile ai suoi lettori. È in virtù di questo convincimento che egli accorda grande importanza all'accessibilità del sapere e della cultura".
Un grazie davvero a Caterina Perrone e all'editore Pontecorboli per questo ulteriore, utilissimo volume.
Renato Campinoti
Renato Campinoti
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