Pagine

05 gennaio 2026

Nicoletta Manetti: Hans Christian Andersen a Firenze (Il porcellino di bronzo) Angelopontecorboli editore Firenze

 

Il diverso nelle favole del grande narratore

Con questo volume Nicoletta Manetti arricchisce la già folta galleria di scrittori e intellettuali stranieri che hanno fatto di Firenze uno dei luoghi dell'anima. E ancora una volta ci sorprende per la precisione e la profondità delle storie e dei caratteri dei personaggi che ci descrive. In queato caso uno scrittore che, per paradosso, scrive fiabe per i più piccoli (e anche per i più grandi!) ed è al tempo stesso uno degli intellettuali più tormentati e spesso più tristi di quelli di cui ci ha parlato finora. Nella sua patria, la Danimarca, verrà a lungo considerato uno scrittore minore, quasi non meritevole della fama che presto riscuoterà all'estero. Solo il suo Re (da cui i genitori presero il nome per il figlio, Christian) lo aiuterà sia materialmente che con riconoscimenti alla sua arte. A Firenze in particolare, Andersen incontrerà l'arte sia nei quadri dei grandi pittori del Rinascimento (primo fra tutti l'amato Raffaello), sia, più avanti, degli scultori e degli architetti (si innamorerà della Venere dei Medici per la perfezione delle forme!) e inizierà molto presto la scrittura delle sue fiabe che incontreranno molto presto un successo di pubblico. Per raccontarci il suo rapporto con la nostra città, Nicoletta utilizza la fiaba che più di tutte porta il marchio indelebile del suo amore per Firenze: Il porcellino di bronzo, che non per caso la brava scrittrice utilizza anche come sottotilo del suo lavoro letterario. "Nella città di Firenze, non lontano da Piazza del granduca, si trova una traversa...qui, davanti a una bancarella di verdura, sta un porcellino di bronzo di bella fattura...È come un quadretto vedere quel bel porcellino di bronzo abbracciato da un grazioso fanciullo mezzo nudo, che accosta la fresca boccuccia al suo grugno". Ha inizio così la lungua cavalcata del porcellino col bambino povero in groppa che ci porterà per tutti i luoghi più belli della città. "Tieniti ancora più forte perchè adesso saliamo le scale", ed ora visitano addirittura gli Uffizzi di notte e qui, oltre a tutto, incontrano la Venere Medicea: "Qui si trovava una donna nuda, bella come solo la natura e un grande maestro del marmo è in grado di modellare". Naturalmente Nicoletta non si accontenta di parlarci del narratore danese quando è a Firenze, ma ci accompagna, con qualche veloce escursione, nelle sue visite a Roma, a Napoli e altre realtà. Così come non trascura di rappresentarci i temi ricorrenti delle sue fiabe, dove (emblematico "il brutto anatroccolo") ricorre la figura del diverso e dell'emarginato. Lasciamo volentieri al lettore di gustarsi le deliziose pagine che la Manetti dedica alle visite e agli incontri importanti del personaggio, fino al suo fealing con Dickens a Londra. Nicoletta non trascura neppure un tema più impegnativo anche per la critica del rapporto di Andersden con l'amore. Non si sottrae neppure dal riportare le righe che lo scrittore danese scrive a Edvard Collin, l'amico delle sue tante escursioni per l'europa: "Ti desidero come se tu fossi una splendida fanciulla della Calabria...i miei sentimenti per te sono come quelli di una donna". Resta difficile immaginare che potessero avere un buon esito le dichiarazioni dello scrittore avanzate ad alcune donne, ultima Jenny Lind, che, conoscendone l'indole, si guardano bene dall'accettare le sue avances, ammesso che fossero altrettanto esplicite. Infine, Nicoletta ci fa vivere la sofferta (per i malanni incombenti) accoglienza di Andersen nella sua cittadina natale, Odense, che finalmente gli tributa gli onori fin qui agognati. Siamo lontani pochi anni dalla morte dello scrittore danese. Ma Nicoletta ci ha portato da così tante parti, con così tante scoperte o riscoperte delle sue tantissime opere, che ci sembra di aver viaggiato con lui nei quartieri e nelle gallerie d'arte di Firenze (e anche delle sue città di Roma e Napoli!) con una confidenza che solo una così brava scrittrice è riuscita a suscitare in chi, come il sottoscritto, conosceva solo una parte di questa bellissima storia.

Renato Campinoti

 

Nessun commento:

Posta un commento