Quando i Talebani seminarono il terrore in Afghanistan (come oggi!)
Se era bello e impressionante venti anni fa, quando è uscito, questo libro ti emoziona fino alle lacrime a rillegerlo oggi. Non fai in tempo a terminarlo, dopo tante emozioni e tanti drammi, con l'arrivo dei Talebani a infestare una civiltà che aveva con sofferenza resistito anche alla violenza russa, che la speranza che si riaccende con l'arrivo degli americani è di breve durata. Lo chiudi e ti rendi conto che quella possibilità di fuggire dalla morsa del fanatismo talebano è ancora una volta sopraffatta. Ora, laggiù, la situazione è di nuovo quella che Amir, il ragazzetto del libro, poi diventato adulto e famoso scrittore, ci descrive senza tanti giri di parole. E' tante cose, questo libro. E' anche un romanzo di formazione, nel più classico dei modi. Un ragazzino nasce da un padre un pò burbero ma pieno di ingegno. Alla nascita la madre, bella e tanto amata dal padre, muore di parto. Già qui cominciano i sensi di colpa del bambino, che si preoccupa di essere vissuto dal padre come il responsabile della perdita dell'amata moglie. Poi trova in Hassan, quasi coetaneo, figlio del servo del padre, e tuttavia preso a benvolere dal padrone al pari dello stesso figlio, un amico con cui condividere giochi e marachelle. Hassan non nasconde i sentimenti di rispetto e di grande affetto che prova verso l'amico-padrone. "Per te questo ed altro" sarà la risposta di Hassan ad ogni cosa, anche la più azzardata, che Amir gli chiede. Come in ogni libro che sa farsi leggere, avverrano cose che incrineranno l'armonia tra i due ragazzi, proprio quando si é appena rafforzata con la vittoria di coppia nel gioco tipico di quel Paese: la battaglia con gli aquiloni e la caccia finale tra i due che rimangono in alto. Al lettore la scoperta degli avvenimenti di questo periodo, quasi un preludio al dramma che il Paese vivrà con l'arrivo prima dei russi e poi dei Talebani. E qui comincia l'altra faccia di questo libro: una denuncia forte, fatta in forma di "invasione" non solo territoriale , ma anche dei sentimenti, delle paure e dei drammi personali con cui i personaggi sono costretti a vivere le loro stesse contraddizioni. Senza scadere in forme di facile sentimentalismo, lo scrittore sa rappresentarci insieme il grumo di sofferenze individuali che i protagonisti si portano dietro e l'impatto della loro situazione con la brutalità di un estremo fanatismo, ricoperto con l'involucro di una improbabile lettura religiosa, che impedisce loro di affrontare e risolvere i loro problemi. Il libro raggiunge così un alto livello di pathos che, unito ad un incalzante ritmo narrativo, impediscono al lettore, come è capitato al sottoscritto, di laciarlo sul comodino ad un'ora decente. Resta da dire che ci vorrebbe, alla luce della situazione determinatasi col ritiro degli americani da quel martoriato Paese, un nuovo libro che rinfocoli l'attenzione del mondo verso la situazione drammatica in cui sono costretti a vivere oggi i suoi abitanti, a cominciare dalla insopportabile condizione delle donne. Purtroppo "mala tempora currunt", come direbbero i latini e sono così tante e non meno drammatiche le condizioni in cui troppi popoli sono costretti a vivere, con l'aggiunta di guerre sanguinosissime, che la speranza di un riscatto a breve della situazione in Afghanistan si spegne appena si affaccia alla nostra coscienza.
Renato Campinoti
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