Dove cercare il nostro peggior nemico
Snello e geniale il piccolo libro di questa "scrittrice di culto" che ogni anno delizia i suoi lettori con dei piccoli capolavori. Tutto inizia con l'annuncio di un forte ritardo di una aereo che costringe il protagonista, Jérôme Angust, a sorbirsi l'invadente conversazione di un tizio, Texel Testor come dirà di chiamarsi, che gli impedisce di dedicarsi alla lettura di un libro e lo costringe a ascoltarlo peer quanto l'altro ne ha voglia.
D'ora in poi, per tutto il libro, si svolgerà un serrato dialogo in cui Texter farà di tutto per portarlo sulle presunte o reali colpe sue e del protagonista. In poco tempo sarà lui a portare la conversazione su un terreno particolare: "Quando si è destinati a diventare colpevoli, non è necessario avere qualcosa da rimproverarsi. Il senso di colpa si aprirà un varco con qualsiasi mezzo".
Dopo una simile premessa, tuttavia, l'importuno Texel arriverà a confessare di amare una sola donna e di averla addirittura stuprata.
Inframezzato da riferimenti al giansenismo, addirittura a Spinoza e, infine, a Max Stirner - teorico dell'egoismo - per giustificare i sentimenti strampalati di apparente innamoramento, di azioni addirittura criminali: "Dieci anni fa, lei ha ucciso quella che era la mia unica ragione di vita", esclamerà Angust quando l'altro gli confessa che, oltre lo stupro, era arrivato fino all'uccisione di quella che, ora lo capisce, era la moglie del nostro passeggero.
Si arriva a questo punto della conversazione senza riuscire a staccarsi da una scrittura tanto ben fatta e costruita su continui colpi di scena che ci affascinano letteralmente. Ma restano ancora poche pagine per arrivare al colpo di scena definitivo di cui, ovviamente, non diremo niente al nostro lettore, se non che merita davvero di immergersi nelle relativamente poche pagine di cui è composto questo piccolo capolavoro della letteratura contemporanea.
Tanto moderno da portare alla massima espressione e sinteticità quel filone che, aperto da noi da Italo Svevo e Pirandello, sviluppato oltralpe da Simenon, fa della lettura delle contraddizioni e dei sensi di colpa dell'uomo di oggi, l'oggetto di una letteratura che parla come mai prima all'animo dell'attento lettore.
Renato Campinoti
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