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04 gennaio 2024

Sara Renda, Tamara Taiti: L'aurora ha dita di rose

È un tributo alle donne... a ciascuna di noi

Sono molti i meriti di questo nuovo libro delle due sempre più brave scrittrici. A cominciare, naturalmente, dalla vera e propria simbiosi anche stilistica, che rende impossibile distinguere la mano, in senso letterario, dell'una rispetto all'altra. In questo senso si può ormai ben dire che è nata una nuova coppia di scrittrici che, complice anche le comuni esperienze professionali e di impegno congiunto in Ex libris, (una affermata associazione di volontariato culturale), si sta imponendo come raramente è successo, nella scena letteraria non solo italiana. 
A dimostrazione, a me pare, che non è necessariamente nella solitudine bensì anche nella socialità culturale che possono maturare quei valori solidaristici e quella visione positiva dell'umanità, come ci dimostra alla grande anche questo bellissimo libro. 
Teatro e cinema, come ci avverte la quarta di copertina, sono i protagonisti di questa storia che intreccia le vicende di Aurora e del B&B Polvere di stelle (vicinissimo a Cinecittà!), a quelle di Thanassis, drammaturgo greco colto in un momento di crisi artistica. 
Ma sono molti i protagonisti e, soprattutto, le protagoniste di questa storia, non per caso ambientata tra Roma e Atene, con la civiltà greca da cui promanano quei misteri e quelle cose fantastiche di cui si nutre la vita dei personaggi. 
Ma attenzione, ci avvertono fin dall'inizio le nostre autrici: Le cose non sono mai semplici come sembrano. Nemmeno le persone. E infatti, quando la nostra protagonista italiana Aurora, decide di prendersi una settimana di ferie dal suo B&B per andare ad Atene a trovare la figlia che là si è trasferita per studio, incontrerà le persone del suo passato, conosciute a Roma da piccola. 
Sarà lei a incoraggiare quel ragazzino di un tempo, oggi drammaturgo in crisi di idee, "un uomo sensibile e affascinante", a non sottrarsi dall'aiuto che gli sta piovendo dal cielo per ritrovare il filo del talento apparentemente scomparso. "Se accanto a te o sopra di te un dio ti sta ancora guardando e pensa che tu abbia bisogno di aiuto, non devi fare altro che accettarlo...". 
Sarà la sensibilità e anche il coraggio di questa donna a favorire uno sviluppo delle vicende narrate dalle nostre autrici e un disvelamento dell'apparente mistero di tutta la vicenda. Così come sarà la forza d'animo di una altra donna, Giuliana, che a Roma, nel B&B, supera le proprie difficoltà e aiuta l'amica Aurora a compiere senza scosse la propria missione greca. E sarà infine un'altra donna che, senza troppo svelare, ci condurrà tuttavia al cuore di questo romanzo che, non fatevi ingannare dalle dita di rose, è in realtà un tributo al dramma di quelle donne che pagano un prezzo carissimo al loro desiderio di riscatto e di amore. 
In questo senso si può ben dire che la verità sta proprio in fondo al romanzo, quando ancora una donna, dice rivolgendosi al pubblico del teatro: "Ogni donna affronta, spesso in silenzio, difficoltà e fatiche per restare fedele a se stessa e inseguire i propri sogni". Resta da dire, e da sottolineare, la qualità descrittiva e, spesso, affascinante della scrittura. Così come della capacità di entrambe di passare da più registri della narrazione, senza scossoni o fratture. Insomma, sono toni leggeri quelli di Aurora che nel suo B&B sfoglia un album di vecchie foto per ricordare la volta che, lei bambina, in quella stessa abitazione, allora officina meccanica del padre, fece un inaspettato incontro addirittura con Marcello Mastroianni che, con la macchina in panne, viene invitato dal padre a pranzo. Poi, la prende in braccio per la foto. 
"Lei è seduta tutta impettita sulle sue ginocchia mentre lui ride divertito... Decide d'impulso: stacca la foto dall'album, cercherà una cornice adatta per appenderla nella reception". 
Sono meno leggeri, addirittura difficili e tragici i toni di Eleni, la madre di Thanassis, che, nel periodo immediatamente dopo la rivolta degli studenti del Politecnico contro la dittatura dei colonnelli, è alla ricerca dell'uomo amato, dopo la delusione del rapporto col marito. "Un rancore sordo le sale in petto. Si sente derubata della propria vita e la rivuole indietro". 
Per terminare davvero, non posso fare a meno di evidenziare la capacità di dare un ritmo alle vicende che, soprattutto nella seconda parte, si avvicinano a quelle dei migliori thriller, spingendo il lettore, a cominciare dal sottoscritto a staccare solo a tarda ora la lettura del romanzo. Uno di quei romanzi, appunto, come ci dicono le nostre scrittrici, che ci fanno pensare davvero che, pensando loro al Pirandello di Uno, nessuno e centomila, "Abbiamo bisogno di scrittori, non solo di psicologi".

Renato Campinoti

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