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30 luglio 2026

Mirko Zilahi: La stanza delle ombre

Quando il falso è d'autore e contribuisce a inquinare un mercato già equivoco

Il primo grande pregio di questo notevole romanzo è sicuramente rappresentato dalla messa in mostra delle zone più belle, delle chiese più o meno conosciute, degli angoli più remoti, di tutta la città di Roma che il protagonista, il giovane Nemo Sperati, figlio del grande falsario Rufo Speranza, conosce così bene da saperne disegnare larghe mappe ad occhi chiusi.
Il padre è stato trovato morto nella sua casa di Bomarzo più di dieci anni prima e tutto ruoterà intorno alle ulteriori scoperte di suoi grandi capolavori, riproduzioni di altrettanto grandi artisti come Artemisia Gentileschi o John Everett Millais, accanto ai quali vengono trovati cadaveri in pose riproducenti alcune famose opere dei suddetti artisti.
Toccherà al vecchio e solitario commissario Zuliani, che del giovane Nemo era diventato una sorta di tutore alla morte del padre falsario, avviare una complessa indagine molto contrastata dalle autorità.
A Zuliani, di fatto messo in pensione, si affiancherà Mirian Tiberi, sanguigna e popolana ispettrice, la quale, facendosi guidare dalla super competnenza artistica di Nemo Sperati, riuscirà a schivare perfino le trappole messe sul suo cammino da qualche ambizioso collega e giungere, alla fine, a portare a soluzione un certamente complesso viluppo di avvenimenti.
Merito importante dell'autore è la prosa essenziale, come pure una robusta conoscenza artistica, dei suoi luoghi di mercato e delle logiche che lo presiedono.
Milahi riesce a far toccare con mano anche al lettore più sprovveduto la conoscenza di tale mercato, i limiti e i rischi presenti in un mondo dove, oltre la competenza, contano le reputazioni costruite sui rapporti di interesse e di affari tra i vari segmenti di questo mondo: l'artista o falsario, il venditore, il gallerista, l'acquirente, fino alle gallerie d'arte.
Fortuna , verrebbe da dire, che si è dato vita di recente ai corpi dello Stato specializzati per contrastare sia i furti che i possibili recuperi, come pure lo "spaccio" dei falsi, in particolare il corpo specializzato dell' Arma dei Carabinieri. Si esce da questo romanzo con la soddisfazione di aver letto un libro di assoluto interesse, soprattutto dopo che, in conclusione, l'autore ci rivela che alla base del racconto (tutto costruito da lui, ovviamente) c'è la storia vera di un famoso falsario le cui vicende sono state al centro di procedimenti giudiziari importanti. e di una autobiografia dello stesso "autore".
Un libro, insomma, che merita di leggere assolutamente.

Renato Campinoti

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